La maggior parte dei marchi retail consolidati prima o poi si trova ad affrontare il replatforming dell'ecommerce. Il replatforming dell'ecommerce è il processo di trasferimento di un intero sito e dei sistemi che lo alimentano da una piattaforma a un'altra, spostando i dati di prodotto, le informazioni sui clienti, gli elementi di design e le integrazioni per migliorare le performance, sbloccare nuove funzionalità o sostenere la crescita aziendale. Si prevede che le vendite globali dell'ecommerce raggiungeranno 6,88 trilioni di dollari entro la fine del 2026, con le transazioni online che oggi rappresentano oltre il 20% di tutto il commercio al dettaglio a livello mondiale. Per le imprese che si scontrano con i limiti della propria piattaforma, la migrazione a una nuova soluzione è spesso un modo concreto per eliminare i colli di bottiglia e continuare la loro espansione aziendale.
Secondo uno studio realizzato da una delle principali società di consulenza statunitensi, i marchi che migrano su Shopify completano l'implementazione in media il 20% più velocemente rispetto ai concorrenti. Inoltre, hanno il 66% di probabilità in più di rispettare i tempi previsti e una probabilità tre volte maggiore di rispettare il budget, a dimostrazione del fatto che una migrazione ben pianificata non deve essere il processo costoso e interminabile che spesso si immagina.
La piattaforma che scegli avrà un impatto diretto sull'uptime del tuo sito, sull'esperienza utente (UX), sulla scalabilità e sulla capacità di apportare modifiche in tempi rapidi. Il replatforming non è soltanto un aggiornamento tecnico: influisce sul fatturato, sui flussi di lavoro quotidiani e sulla velocità con cui il tuo team può lanciare nuove iniziative.
Se la tua piattaforma non tiene il passo con le esigenze del business, o se stai spendendo più tempo e denaro in manutenzione di quanto sia ragionevolmente sostenibile, è probabile che sia arrivato il momento di cambiare.
La migrazione dell'ecommerce è da sempre considerata un onere costoso e dispendioso in termini di tempo. E senza un piano e una strategia di esecuzione adeguati può effettivamente esserlo. Ma restare sulla piattaforma sbagliata può rivelarsi altrettanto costoso, soprattutto quando problemi di performance, lacune nelle integrazioni e soluzioni improvvisate iniziano ad accumularsi.
Questa guida ti accompagnerà attraverso l'intero processo di replatforming e migrazione dell'ecommerce, includendo una checklist per la migrazione, un quadro decisionale e passaggi pratici per proteggere la SEO e i ricavi durante la transizione, in modo da poter predisporre la tua attività al successo.
Cos'è il replatforming ecommerce?
Il replatforming ecommerce è il trasferimento di un intero sito e dei sistemi che lo supportano da una piattaforma a un'altra. Questo processo comporta lo spostamento di dati di prodotto, informazioni sui clienti, elementi di design e altri componenti rilevanti. La migrazione viene solitamente effettuata per aggiornare la vecchia piattaforma, potenziare le funzionalità, migliorare le performance o favorire la crescita dell'azienda.
Ecco alcuni dei motivi più comuni per cui si sceglie di effettuare il replatforming:
- Migliorare il funzionamento e la velocità del sito
- Aggiungere nuove caratteristiche e funzionalità non disponibili sulla piattaforma attuale
- Sperimentare nuovi modelli di business o infrastrutture per l'ecommerce
- Arricchire l'esperienza del cliente con elementi come la localizzazione o la personalizzazione
Il replatforming non significa sempre passare da un partner di servizi a un altro. Alcuni marchi passano da una piattaforma software-as-a-service (SaaS) a un'infrastruttura interna, o viceversa. Il termine "migrazione" può riferirsi allo spostamento di dati, URL o infrastruttura, mentre "replatforming" indica di solito un cambiamento più ampio che incide sul modo in cui l'azienda opera.
Replatforming vs ottimizzazione della piattaforma: come scegliere
Non ogni frustrazione legata alla piattaforma richiede una migrazione completa del sito.
A volte la scelta migliore è ottimizzare ciò che si ha già. Il replatforming ha senso quando il problema è la piattaforma, non la configurazione. Prima di impegnarti in un replatforming, individua i problemi che possono essere risolti con modifiche alla configurazione, nuove integrazioni o piccoli aggiornamenti. Altri problemi potrebbero invece essere di natura strutturale.
Prendi in considerazione l'ottimizzazione della piattaforma attuale se:
- I tuoi problemi principali riguardano la velocità del sito, la SEO o la UX, e la piattaforma supporta le relative soluzioni
- Disponi di un ecosistema di integrazioni stabile e ben funzionante
- Il fornitore della piattaforma ha una roadmap di prodotto credibile che affronta le tue lacune
- I costi e le interruzioni della migrazione superano i benefici attesi
Considera invece di effettuare il replatforming se:
- Hai raggiunto limiti tecnici invalicabili (ad esempio, limiti nella personalizzazione del checkout o l'impossibilità di supportare nuovi canali di vendita)
- I costi di manutenzione e delle soluzioni improvvisate aumentano di anno in anno
- Il ritmo di innovazione del tuo fornitore ha rallentato e i concorrenti che usano piattaforme moderne stanno guadagnando terreno
- Hai bisogno di una flessibilità che la piattaforma attuale non può offrire, come le capacità del commercio headless o componibile (ne parliamo più avanti).
Tipi di replatforming e migrazione dell'ecommerce
In generale esistono tre tipi di replatforming e migrazione nell'ecommerce:
- Da piattaforma a piattaforma: comporta il passaggio da una soluzione ecommerce monolitica a un'altra che offre più funzionalità o integrazioni. Può trattarsi di un passaggio tra soluzioni cloud, SaaS o on-premise. Un esempio è la migrazione da Magento (oggi Adobe Commerce) o BigCommerce a Shopify.
- Migrazione graduale: prevede il trasferimento del negozio in fasi successive anziché tutto in una volta. Per esempio, potresti passare a un diverso sistema di gestione dei contenuti (CMS) mantenendo comunque alcuni elementi dell'attuale stack tecnologico.
- Da monolitico a microservizi: questo approccio ti consente di scomporre parti del tuo stack ecommerce e sostituirle in modo selettivo, invece di migrare tutto in una volta. È spesso associato al commercio headless o alle architetture componibili, in cui sistemi diversi (CMS, ricerca, checkout) sono collegati tramite API.
La maggior parte delle migrazioni rientra in una delle tre tipologie sopra descritte, ma l'esecuzione varia a seconda dell'architettura ecommerce.
Se pianificato ed eseguito con attenzione, il replatforming può portare risultati misurabili. Il marchio di moda e sport J.Lindeberg, ad esempio, ha migrato su Shopify in 16 settimane e ha sfruttato la nuova piattaforma per migliorare la presentazione del marchio e il coinvolgimento dei clienti, ottenendo un aumento del fatturato del 70% e un incremento del tasso di conversione del 7%.
Statistiche sulla migrazione dei siti ecommerce
Questo crescente senso di urgenza verso la migrazione a piattaforme online moderne va di pari passo con la quota sempre più alta di utenti internet che acquistano regolarmente online. Secondo DataReportal, quasi il 57% degli utenti internet di età pari o superiore a 16 anni acquista qualcosa online ogni settimana.
Per tenere il passo con questa domanda, le imprese si rivolgono a soluzioni cloud ed ecommerce SaaS che le aiutino a scalare e a migliorare i seguenti fattori, i quali incidono in modo significativo sulla fedeltà dei clienti e sui tassi di vendita:
- Esperienza utente: secondo il “Global Payments Report 2025” di Worldpay, la quota di utilizzo da dispositivo mobile nell'ecommerce globale è balzata dal 19% al 57% tra il 2014 e il 2024, con previsioni che indicano il 64% entro il 2030. Ciò significa che le imprese online devono usare una piattaforma che consenta di offrire una UX ottimale sia su smartphone sia su computer e che renda semplice l'acquisto da qualsiasi dispositivo.
- Opzioni di pagamento: i portafogli digitali (mobile wallet) rappresentano oltre il 53% del valore delle transazioni ecommerce a livello globale. Se la tua piattaforma attuale non è in grado di accettare pagamenti tramite portafogli digitali, è probabile che tu stia perdendo potenziali vendite.
- Checkout e tassi di conversione: l'abbandono del carrello resta un problema rilevante per le imprese ecommerce. Nel 2025 il tasso medio di abbandono del carrello è stato del 70,22%. Un "processo di checkout troppo lungo o complicato" è stato indicato dal 18% degli utenti intervistati come motivo dell'abbandono, mentre il 15% ha citato "errori o crash del sito".
- Velocità del sito: anche i siti web con caricamento lento aumentano i tassi di abbandono del carrello fino al 75%.
Molti di questi problemi, in particolare le esperienze di checkout scadenti, l'uptime del sito e la velocità di caricamento, sono direttamente influenzati dalle capacità della piattaforma e dai vincoli architetturali. I siti ecommerce possono infatti ottenere un aumento del 35% dei tassi di conversione ottimizzando il design della pagina di checkout.
La migrazione dell'ecommerce può essere costosa e richiedere tempo, ma con un modello di pianificazione ed esecuzione adeguato è possibile ridurre le interruzioni e tenere sotto controllo i costi. Per molti brand in crescita, i benefici a lungo termine in termini di scalabilità, performance ed efficienza operativa possono giustificare l'investimento iniziale.
Cosa suggeriscono gli ultimi dati sul comportamento d'acquisto e sui rischi
Nel loro insieme, questi numeri tracciano una direzione chiara per la pianificazione della migrazione. Una quota crescente del fatturato proviene da un design mobile-first, dove la flessibilità dei pagamenti conta più che mai, con i portafogli digitali ormai dominanti. E il persistente tasso di abbandono del carrello di circa il 70% suggerisce che la UX del checkout dovrebbe essere un criterio di valutazione prioritario nella scelta di una nuova piattaforma.
Per i team retail ed ecommerce che stanno valutando un replatforming, il vero rischio non sta nel migrare, ma nel restare su una piattaforma che non riesce a stare al passo con questi cambiamenti.
Nove aspetti da valutare prima di fare il replatforming del tuo ecommerce
- Il risultato di business desiderato
- I costi
- Caratteristiche e funzionalità della piattaforma
- Integrazioni fluide
- Le competenze e l'esperienza tecnica del tuo team
- Piano di gestione del cambiamento e di formazione
- Assistenza clienti
- La tempistica del replatforming e della migrazione
- Impatto a lungo termine e cambiamenti futuri
Che sia la prima volta o meno che affronti il replatforming di un sito ecommerce, ci sono diversi fattori da considerare prima di iniziare. Queste valutazioni dovrebbero aiutarti a capire se il replatforming è la mossa giusta e quali sono i criteri di successo da tenere in considerazione prima di procedere.
1. Il risultato di business desiderato
La maggior parte delle aziende prende in considerazione il replatforming quando introduce nuovi prodotti, inizia a operare in nuove aree geografiche o introduce nuovi metodi di pagamento. Ma anche quando scala il business o deve risolvere diversi problemi contemporaneamente.
Qualunque sia il tuo motivo, il replatforming non varrà il tempo, il denaro e l'impegno investiti se non porta a un miglioramento significativo in termini di design, funzionalità, performance e risultati.
Il replatforming è un investimento a lungo termine. Definisci quindi obiettivi di migrazione chiari e scegli una soluzione in grado di soddisfare tali requisiti sostenendo al contempo la tua prossima fase di crescita.
Stabilisci cosa significa successo in termini misurabili, che si tratti di un tasso di conversione più elevato, di performance del sito più rapide, di minori costi di manutenzione o dell'espansione verso nuovi canali.
2. I costi
I costi di replatforming e migrazione dell'ecommerce variano a seconda della complessità della transizione.
Tra le variabili che influenzano il prezzo ci sono:
- La piattaforma ecommerce
- Il tipo di migrazione e la scelta se svolgere il lavoro internamente o affidarlo all'esterno
- I tempi di inattività durante il trasferimento
- Test e lancio
- Il monitoraggio delle performance
- La manutenzione della nuova piattaforma
- La formazione del personale
Prima di impegnarti, stima sia l'investimento iniziale sia i costi operativi continuativi. Includi infrastruttura, risorse di sviluppo, integrazioni e manutenzione a lungo termine.
3. Caratteristiche e funzionalità della piattaforma
Non stai migrando verso un'altra piattaforma solo per il suo design, ma soprattutto per ciò che può fare per te.
Confronta le caratteristiche e le capacità offerte dalle moderne piattaforme ecommerce con i limiti attuali. Concentrati sulle funzionalità che eliminano gli attriti operativi o stimolano la crescita, non su semplici miglioramenti estetici. Valuta, ad esempio, la flessibilità del checkout, le performance nei momenti di picco e il commercio internazionale.
4. Integrazioni fluide
La tua piattaforma ecommerce attuale potrebbe già integrarsi con plugin, estensioni e app che garantiscono il corretto funzionamento di funzioni essenziali, come il sistema di gestione delle relazioni con i clienti (CRM), il marketing, le vendite e i pagamenti.
La tua prossima piattaforma dovrebbe integrarsi in modo ottimale con l'infrastruttura esistente e supportare le integrazioni già presenti senza introdurre perdite di performance o complessità superflue.
Per esempio, se la tua app di vendita funziona bene, la piattaforma verso cui stai migrando dovrebbe integrarsi senza problemi con l'app e con gli altri sistemi aziendali principali, senza comprometterne le performance.
Se sono necessari cambiamenti, effettua un audit del tuo stack tecnologico fin dalle prime fasi per capire cosa mantenere, sostituire o consolidare, e come i dati verranno trasferiti in modo sicuro tra i sistemi.
5. Le competenze e l'esperienza tecnica del tuo team
Il replatforming è un cambiamento organizzativo importante che richiede il coinvolgimento di tutti. Non spetta solo agli sviluppatori portarlo avanti.
Dal marketing alla finanza, dall'IT ai contenuti, dovrai coinvolgere l'intero team e assicurarti che disponga delle competenze tecniche necessarie per far avanzare il processo. Valuta se il tuo team interno è in grado di gestire l'implementazione, le integrazioni e l'ottimizzazione continua, oppure se saranno necessari partner esterni.
La scelta della piattaforma dovrebbe essere in linea con le capacità del tuo team. Optare per una soluzione che richiede uno sviluppo personalizzato consistente potrebbe portarti, involontariamente, a dover pagare figure specializzate.
6. Piano di gestione del cambiamento e di formazione
Il replatforming comporta uno stravolgimento del tuo stack tecnologico e dei tuoi flussi di lavoro. Senza un piano di gestione del cambiamento ben studiato, la migrazione può incepparsi in fase di adozione, anche se dal punto di vista tecnico è impeccabile.
Assegna fin dall'inizio del processo responsabilità chiare per la formazione e la comunicazione interna. Individua quali ruoli saranno più coinvolti dal cambiamento (merchandiser, marketer, servizio clienti, finanza) e crea piani di abilitazione per ciascuno.
Fissa dei punti di controllo dell'adozione in corrispondenza delle tappe chiave: pre-lancio, settimana del lancio e a 30, 60 e 90 giorni dopo il lancio. In questo modo puoi assicurarti che i team utilizzino il nuovo sistema in modo ottimale e che i flussi di lavoro funzionino come previsto.
7. Assistenza clienti
Potresti avere un team eccezionale, ma servirà un servizio di assistenza clienti reattivo, competente e cordiale per raccogliere i feedback dei clienti e risolvere gli errori in modo rapido e corretto quando si presentano, soprattutto durante e subito dopo la migrazione.
Assicurati che la piattaforma ecommerce che scegli offra assistenza 24/7 attraverso più canali, tra cui email, telefono, live chat, articoli informativi e tutorial, così da poter ottenere l'aiuto e le risposte di cui hai bisogno per mantenere operativo il tuo negozio.
Per i team più numerosi, valuta anche come gestire i problemi, ad esempio con un account management dedicato e impegni sui livelli di servizio. Quando è in gioco il fatturato, i tempi di risposta contano.
8. La tempistica del replatforming e della migrazione
Il momento che scegli per il replatforming e la migrazione può incidere sulle tue conversioni e sul tuo fatturato.
Anche se non esiste un momento ideale per fare il replatforming, in genere è meglio eseguirlo durante i periodi di calo, come le ore di minor traffico o quando il sito registra un volume di visite ridotto. In questo modo puoi ridurre al minimo i tempi di inattività o le interruzioni e verificare eventuali problemi o errori con il minor impatto possibile sulle performance della tua attività.
9. Impatto a lungo termine e cambiamenti futuri
Il replatforming è un investimento a lungo termine. Pensa al potenziale impatto sul business, ai futuri cambiamenti del mercato e ai possibili elementi di rottura.
Se la tua roadmap prevede l'espansione verso nuovi mercati, l'adozione di un'architettura headless o il passaggio a un modello di commercio componibile, assicurati che la piattaforma di destinazione possa sostenere questa evoluzione senza costringerti a un'altra costosa migrazione.
L'obiettivo non è solo risolvere i limiti di oggi, ma scegliere un'architettura che non generi nuovi vincoli tra due o tre anni.
Come effettuare il replatforming del tuo sito ecommerce in 12 passaggi
- Individua esigenze e priorità del replatforming
- Riunisci gli stakeholder
- Cerca una nuova piattaforma ecommerce
- Pianifica la migrazione della piattaforma ecommerce
- Esegui il backup dei dati del negozio
- Progetta e sviluppa il nuovo sito ecommerce
- Migra i dati del negozio
- Ottimizza l'esperienza di checkout
- Conduci un audit SEO pre-lancio
- Fai numerosi test
- Lancia il sito web
- Monitora dopo il lancio
Replatforming e migrazione dell'ecommerce sono due termini intercambiabili che indicano la stessa cosa: spostare il proprio negozio da una piattaforma a un'altra. L'entità del processo, inclusi costi, risorse, tempistiche e passaggi, varia in base alle dimensioni e alla complessità dell'azienda.
Una migrazione di successo, tuttavia, segue un processo strutturato che si articola nei seguenti passaggi.
1. Individua esigenze e priorità del replatforming
Analizza la tua piattaforma attuale per individuare eventuali funzionalità mancanti, lacune, aspetti da migliorare, nonché i vantaggi e i possibili svantaggi del replatforming. Poi elenca i requisiti del progetto, comprese le esigenze di manodopera, le dipendenze e le tempistiche stimate.
Traduci gli obiettivi di business in requisiti tecnici, affinché le valutazioni delle piattaforme si basino su risultati misurabili.
2. Riunisci gli stakeholder
Il replatforming dell'ecommerce è un processo aziendale collaborativo che coinvolge sia chi esegue sia chi decide. Riunisci queste persone, coinvolgendo ogni gruppo su cui la migrazione del sito ha un impatto, e presenta le ragioni per cui il progetto di replatforming è necessario.
Valutate insieme i seguenti punti:
- Cosa non riesci a fare con la piattaforma attuale
- Quali attività ti costano oggi più tempo
- Cosa si potrebbe automatizzare per risparmiare tempo e risorse
- Eventuali problemi ricorrenti della piattaforma che causano perdite di fatturato
- Una stima dello spreco di risorse interne causato da questi problemi
- Gli ostacoli all'innovazione, alla crescita del negozio e a una buona esperienza del cliente generati dal sistema attuale
- Chi si occuperà della gestione del cambiamento, della formazione e dell'adozione interna dopo la migrazione
- Come un diverso tipo di piattaforma ecommerce può risolvere tutti i punti precedenti
- I potenziali rischi del replatforming e della migrazione, cosa aspettarsi durante e dopo, e perché.
L'obiettivo è una chiarezza condivisa: perché stai migrando, cosa si intende per “successo” e chi è responsabile di ciascun flusso di lavoro.
Se i tuoi stakeholder concordano sul fatto che passare a una piattaforma diversa sia la soluzione giusta, il passaggio successivo è definire insieme cosa cercate in una nuova soluzione.
Prima di valutare le piattaforme, chiarisci i seguenti aspetti:
- Caratteristiche, personalizzazioni e integrazioni irrinunciabili
- Problemi esistenti che devi risolvere
- Funzionalità necessarie per la crescita futura
- Flussi di lavoro che potrebbero essere automatizzati
- Dati da migrare (ad esempio prodotti, clienti esistenti, ordini, ecc.)
- Requisiti di risorse
- Tempistica di migrazione desiderata
Un partner esterno (ad esempio, un'agenzia) è una risorsa utile lungo tutto questo processo complesso e può aiutarti a guidare le conversazioni e le decisioni fin dalle prime fasi.
3. Cerca una nuova piattaforma ecommerce
Segue la fase di scoperta, in cui esplori altre piattaforme. Potresti anche valutare l'invio di una richiesta di proposta (RFP) con l'elenco dei tuoi requisiti, così da ampliare la portata e ridurre il carico di lavoro.
Restringi la lista a un numero gestibile di fornitori e organizza delle chiamate esplorative con ciascuno.
Durante queste chiamate, poni domande come:
- Quanto costa la migrazione?
- Quanto tempo richiede la migrazione?
- In cosa consiste il processo di migrazione?
- In che modo il vostro team supporta il processo di migrazione?
- Che tipo di assistenza clienti continuativa offrite?
- Potete condividere dati sulla velocità e sull'uptime della vostra piattaforma?
- Con quale efficacia la vostra piattaforma scala man mano che aumentano i prodotti, le vendite e il traffico del sito?
- Come garantite la sicurezza dei miei dati durante la migrazione?
- Che tipo di sicurezza e conformità prevede la vostra piattaforma?
- Potete condividere un elenco delle integrazioni pronte all'uso che offrite? Cosa possiamo fare se ci servono integrazioni non attualmente supportate?
Aggiungi a questo elenco tutte le domande legate alle tue specifiche esigenze aziendali. Annota le risposte in un documento condiviso, così che i membri del tuo team possano valutare in modo collaborativo i potenziali fornitori.
4. Pianifica la migrazione
Una volta selezionato il partner ecommerce, il passo successivo è definire le specifiche di lavoro (SOW) e una tempistica realistica per la tua migrazione. Traccia le tappe chiave, le dipendenze e i responsabili di ciascun flusso di lavoro.
La maggior parte delle migrazioni richiede la pianificazione di sotto-progetti per affrontare i seguenti aspetti:
- Creazione di una nuova gerarchia del sito
- Migrazione dei contenuti
- Audit ed eliminazione dei contenuti esistenti
- Design del front-end
- Sviluppo del back-end
- Formazione pre e post-lancio
- Pianificazione della migrazione dell'ottimizzazione per i motori di ricerca (SEO)
Anche la migrazione dei dati è un elemento fondamentale della fase di pianificazione. È in questo momento che stabilirai quali dati vanno trasferiti e come spostarli in sicurezza da una piattaforma all'altra. La migrazione dei dati può essere effettuata tramite un servizio di terze parti, un'API, un'app o un trasferimento manuale via CSV. Confrontati con la tua agenzia o con il fornitore di servizi riguardo all'opzione migliore per il tuo progetto di replatforming.
5. Esegui il backup dei dati del negozio
Spostare grandi volumi di dati da una piattaforma all'altra è complicato e a volte qualcosa può andare storto, anche quando si dispone di un piano dettagliato.
Prima di effettuare il replatforming, esegui il crawl del tuo negozio per catalogare tutti i contenuti esistenti e tenere traccia di tutti i dati che intendi migrare verso la nuova piattaforma.
Rivedi i tuoi contenuti e stabilisci cosa ti serve e cosa eliminare, come i materiali più datati e obsoleti non ottimizzati per la ricerca. In questo modo eviti disordine superfluo e riduci i rischi legati alla migrazione.
Dopodiché, esegui il backup dei dati aziendali attuali, inclusi cataloghi, profili clienti, cronologia degli ordini e funzionalità ecommerce esistenti. Mantieni un backup pulito, così da poter ripristinare rapidamente i dati in caso di necessità.
Annota dove sono attualmente archiviati i tuoi dati e dove verranno strutturati nella nuova piattaforma ecommerce.
6. Progetta e sviluppa il nuovo sito
La fase di design e sviluppo richiederà probabilmente la maggior parte del tempo e delle risorse. È qui che i tuoi designer e il team di sviluppo esperto entrano in azione per creare il front-end e il back-end del tuo nuovo negozio ecommerce. È anche il momento in cui tutti i dati migrati verranno caricati nel nuovo sito ridisegnato.
Se ci sono modifiche significative che desideri apportare alla navigazione, ai contenuti, alla UX, al design o alle funzionalità di back-end del tuo sito, è ora il momento di farlo.
Fai attenzione ad ampliare l'entità del progetto. Il replatforming è un'occasione per modernizzare, ma una ristrutturazione eccessiva può provocare ritardi e rischi aggiuntivi.
7. Migra i dati del negozio
Se disponi delle competenze tecniche e dell'esperienza necessarie, puoi migrare manualmente i dati del tuo negozio.
In alternativa, puoi usare un'app di migrazione o affidarti a un servizio di migrazione di terze parti. Assicurati che il fornitore scelto abbia esperienza nella migrazione tra le piattaforme da cui e verso cui stai passando, e che sia in grado di gestire l'intera operazione in modo accurato e sicuro.
Verifica che prodotti, clienti e ordini siano stati trasferiti correttamente prima del lancio. Effettua alcuni ordini di prova per accertarti che il checkout e la reportistica funzionino come previsto.
8. Ottimizza l'esperienza di checkout
A seconda della piattaforma scelta, potresti avere la possibilità di personalizzare e ottimizzare l'esperienza di checkout. Collega alla nuova piattaforma eventuali app di checkout di terze parti che utilizzi nel sistema attuale e ottimizza il più possibile il flusso utente.
È il momento giusto per assicurarti che il nuovo flusso di checkout dell'ecommerce rispetti le best practice definite all'inizio della fase di pianificazione. L'obiettivo è offrire ai tuoi clienti un'esperienza rapida, sicura ed efficiente.
Poiché l'abbandono del carrello è elevato, valuta il checkout con l'obiettivo di ridurre gli attriti: moduli semplificati, integrazioni con i portafogli digitali, costi di spedizione chiari e design mobile-first.
9. Fai una checklist per la migrazione SEO
Il replatforming ecommerce comporta rischi per la SEO, ma sono gestibili se lo si affronta come uno spostamento strutturato del sito.
Ogni volta che sposti un sito da una piattaforma all'altra, le modifiche agli URL, all'architettura del sito e alle performance possono incidere sul tuo posizionamento nei motori di ricerca nel breve periodo.
Per mitigare questo rischio:
- Esegui un audit dei contenuti esistenti e rimuovi quelli vecchi e duplicati.
- Assicurati che ogni nuovo contenuto web sia ottimizzato in modo appropriato in base alle tue parole chiave target.
- Migra tutti i metadati e i markup schema dal tuo vecchio sito (e ottimizzali, se necessario).
Per un approccio più strutturato, adatta il tuo piano di migrazione SEO alle linee guida di Google sugli spostamenti di sito con modifiche degli URL:
- Mappatura dei redirect: crea una mappa di redirect 1:1 completa che copra ogni URL indicizzato. Dai priorità alle pagine ad alto traffico e a quelle che generano fatturato. Usa redirect 301 (permanenti), non 302.
- Validazione pre-lancio: testa i redirect in un ambiente di staging. Verifica i tag canonical, gli attributi hreflang (per i siti internazionali) e le implementazioni dei dati strutturati.
- Configurazione di Search Console: aggiungi e verifica il tuo nuovo dominio (o la nuova struttura di URL) in Google Search Console prima del lancio. Invia la tua sitemap XML aggiornata subito dopo la messa online.
- Monitoraggio post-lancio: controlla ogni giorno il report sulla copertura di Search Console per le prime due settimane. Presta attenzione ai picchi di errori 404, alle anomalie di crawl o ai cali imprevisti nelle pagine indicizzate. Monitora i Google Core Web Vitals per intercettare tempestivamente eventuali regressioni delle performance.
Una volta lanciato il sito, continua a monitorare il traffico organico, il posizionamento nei motori di ricerca e il profilo SEO tecnico con strumenti come SEMrush o Ahrefs. Tieni d'occhio elementi come errori 404, problemi di velocità del sito e qualsiasi altro segnale d'allarme che possa indicare performance compromesse.
10. Fai numerosi test
Prima del lancio, esegui alcuni test della navigazione del sito, dell'esperienza di checkout, delle funzionalità di front-end e back-end e del processo di selezione dei prodotti. Testa nel dettaglio i percorsi utente più problematici per scovare criticità prima che le trovino i clienti.
Mentre lo fai, sottoponi il tuo sito a uno strumento di audit delle performance come Google PageSpeed Insights per assicurarti che tutte le pagine si carichino e si comportino come previsto.
Fai in modo che i team interni esaminino il sito sia dal punto di vista aziendale sia da quello del cliente. Chiedi agli stakeholder di operare nel back-end e di simulare transazioni sul front-end. Raccogli tutti i feedback e integrali negli aggiustamenti finali prima del lancio.
11. Lancia il sito web
Il lancio vero e proprio del tuo sito dovrebbe essere piuttosto semplice. Pianifica la finestra di lancio in modo da ridurre al minimo i disagi per i tuoi clienti. Se possibile, collabora con la tua agenzia o con il fornitore del servizio per creare in anticipo una checklist di lancio, così da procedere con le attività in ordine sequenziale.
12. Monitora dopo il lancio
Infine, un piano di monitoraggio strutturato ti aiuta a intercettare eventuali problemi successivi prima che incidano sul fatturato.
Prime 72 ore: monitora in tempo reale i tassi di completamento del checkout, l'elaborazione dei pagamenti, le email di conferma e i redirect. Tieni il tuo team tecnico pronto a intervenire immediatamente su qualsiasi problema. È in questo momento che emergono i bug più critici.
Prime due settimane: esamina ogni giorno l’andamento del traffico organico e i posizionamenti nei motori di ricerca. Controlla in Google Search Console eventuali errori di crawl, problemi di indicizzazione e regressioni dei Core Web Vitals. Confronta il fatturato, i tassi di conversione e il valore medio dell'ordine (AOV) con i tuoi benchmark precedenti alla migrazione.
Primi 60 giorni: conduci una revisione completa delle performance. Analizza la velocità del sito, i tassi di abbandono del checkout e il fatturato rispetto agli obiettivi di migrazione. Raccogli i feedback interni sui flussi di lavoro e colma eventuali lacune nell'adozione. Completa l'eventuale migrazione dei dati delta necessaria per acquisire gli ordini o i record dei clienti creati durante il periodo di transizione.
Perché le imprese ecommerce fanno il replatforming?
Le imprese ecommerce ricorrono al replatforming per una grande varietà di ragioni, la maggior parte delle quali dipende dalla fase di crescita dell'azienda e dalle esigenze operative. Nella maggior parte dei casi, la motivazione è risolvere limiti esistenti o sbloccare nuove funzionalità (o una combinazione delle due cose).
Le imprese ecommerce potrebbero voler evitare le seguenti situazioni o trovare una soluzione alle seguenti problematiche:
- Performance del sito scadenti
- Problemi di velocità e reattività del sito
- Lacune funzionali della piattaforma attuale
- Un pannello di amministrazione o un back-end poco efficaci
- Manutenzione onerosa in termini di tempo e costi
- Una UX scadente
- Debito tecnico crescente
- Mancanza di innovazione della piattaforma
- Scarsa scalabilità
- Infrastruttura ecommerce inaffidabile
Le imprese che operano online, inoltre, potrebbero voler ottenere quanto segue:
- Migliore scalabilità
- Un'esperienza cliente migliore
- Integrazioni e app moderne
- Praticità, sicurezza ed economicità
- Esperienze di checkout personalizzate e ottimizzate
- Tracciamento e analytics migliori
- Manutenzione e aggiornamenti del sito più semplici
- Maggiore sicurezza del sito e dei dati
"Le aziende ecommerce possono spostare la propria presenza online su una piattaforma diversa per scalare il business e creare un'esperienza utente migliore", spiega Alexandra Fennel, cofondatrice e CEO di Attn: Grace. "Scelgono il replatforming quando il fornitore attuale presenta problemi tecnici ricorrenti che danneggiano i tassi di conversione. Oppure quando non riesce a evolvere abbastanza rapidamente per stare al passo con la concorrenza".
Così facendo, spiega Monte Deere, CEO di Kizik, l'azienda accresce anche la propria credibilità agli occhi dei clienti. "Chi non resta colpito da un'azienda (e non ne ha maggiore fiducia) se la sua piattaforma ecommerce è elegante e intuitiva quanto quella di Apple?", si chiede Monte.
Proprio la velocità compromessa del sito, con la conseguente perdita di vendite, è la motivazione che ha spinto Bombas ad avviare la propria migrazione su Shopify.
Dopo aver fatto crescere il fatturato da 300.000 dollari nel 2013 a 4,7 milioni di dollari nel 2015, i fondatori di Bombas, David e Andrew Heath, hanno chiuso un accordo con Daymond John nell’ambito del reality show dedicato al mondo imprenditoriale “Shark Tank”. Grazie a quel successo, il loro sito ricevette un traffico ben superiore a quanto era in grado di gestire: 4000 transazioni al giorno, contro le appena 500 di prima.
Le immagini dei prodotti smisero di caricarsi, i clienti non riuscivano a completare gli acquisti e le perdite salirono a 15.000 dollari in pochi minuti. L'episodio ha reso evidente che la piattaforma aveva bisogno di scalare. Il processo ha richiesto molto tempo ed è costato circa 150.000 dollari, ma l'impegno è stato ripagato. La migrazione su Shopify ha permesso di risparmiare circa 108.000 dollari in costi di piattaforma già nel primo anno.
Per il team di Bombas, l'elemento scatenante del replatforming è stato un'infrastruttura inaffidabile che causava perdite di fatturato. Effettuandolo, ha ottenuto vantaggi in termini di scalabilità, innovazione e un ritorno sull'investimento positivo quasi immediato.
Piattaforme ecommerce e tipologie da valutare
Le piattaforme ecommerce si possono suddividere in tre tipologie principali, ognuna con i propri vantaggi e le proprie sfide. Il tipo di piattaforma che scegli avrà un impatto significativo sulle tue spese ricorrenti, sui requisiti di manutenzione e sulla scalabilità.
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Tipo di piattaforma |
Come funziona |
Vantaggi principali |
Aspetti chiave da considerare |
Ideale per |
|---|---|---|---|---|
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SaaS |
Basata su abbonamento; infrastruttura costruita e mantenuta dal fornitore |
Prezzi prevedibili; aggiornamenti automatici; sicurezza e conformità integrate; lanci più rapidi |
La personalizzazione può essere più limitata rispetto all'on-premise; dipende dalla roadmap del fornitore |
Marchi in crescita che privilegiano affidabilità, velocità di lancio e minori costi operativi |
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On-premise |
Ospitata su infrastruttura di proprietà dell'azienda; costruita e mantenuta da team interni o di terze parti |
Controllo totale su codice, hardware e sicurezza; personalizzazione estremamente granulare |
Costi elevati di infrastruttura e personale; la scalabilità nei periodi di picco richiede pianificazione |
Aziende grandi con team tecnici solidi e requisiti rigorosi di sovranità dei dati |
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Cloud (IaaS) |
Ospitata tramite un fornitore cloud di terze parti (ad esempio AWS, Azure); l'azienda sviluppa e mantiene la piattaforma |
Non è necessario possedere hardware; backup dei dati semplici; scalabilità nei picchi di traffico; accesso al codice sorgente |
Richiede comunque un investimento in ingegneria; i costi possono aumentare nei periodi di traffico intenso |
Brand che necessitano di flessibilità infrastrutturale senza la piena proprietà on-premise |
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Componibile / headless |
Componenti best-of-breed (CMS, ricerca, checkout, OMS) collegati tramite API; front-end disaccoppiato dal back-end |
Massima flessibilità; controllo granulare su ogni componente; supporta stack complessi multi-regione |
Elevata complessità; richiede un team tecnico solido per gestire i rapporti con più fornitori |
Aziende enterprise con requisiti front-end specializzati o esperienze cliente altamente differenziate |
SaaS
Le piattaforme ecommerce SaaS sono soluzioni basate su abbonamento, costruite e mantenute da un fornitore di terze parti. In pratica, le aziende noleggiano il software dal fornitore del servizio, senza dover costruire o sviluppare alcuna infrastruttura propria.
I negozi ecommerce in crescita, o quelli che privilegiano semplicità d'uso e affidabilità, dovrebbero prendere in considerazione una soluzione SaaS. I modelli SaaS in genere trasferiscono al fornitore le responsabilità relative all'infrastruttura, all'uptime e alla sicurezza, riducendo i tuoi costi di gestione.
Tra i vantaggi delle piattaforme ecommerce SaaS ci sono:
- Prezzi prevedibili basati su abbonamento
- Nessun personale tecnico a tempo pieno necessario per gestire server o sicurezza
- Accesso ad assistenza continuativa e gestione del successo
- Infrastruttura dedicata che scala con la crescita della tua attività
- Ampie integrazioni e app di terze parti
- Aggiornamenti automatici del software e della sicurezza
- Lanci del negozio più rapidi
Sul fronte della sicurezza, vale la pena notare che il PCI DSS v4.0.1 è ora lo standard di conformità in vigore, con nuovi requisiti attivi da marzo 2025. Le piattaforme SaaS come Shopify gestiscono questa conformità in modo nativo, semplificando i requisiti in fase di pianificazione della migrazione. Per i team che utilizzano configurazioni on-premise o cloud, rispettare lo standard aggiornato aggiunge un'altra voce alla checklist di migrazione.
On-premise
Le piattaforme ecommerce on-premise (o on-prem) sono costruite con le risorse dell'azienda stessa e ospitate in una struttura di archiviazione interna. Team di sviluppo e ingegneria interni o di terze parti si occupano di tutto lo sviluppo e della manutenzione e sono responsabili dell'infrastruttura tecnica e di sicurezza.
Ecco alcuni vantaggi delle soluzioni ecommerce on-premise:
- Controllo completo e accesso diretto al codice del sito e all'hardware
- Controllo completo sulla sicurezza della piattaforma e della rete
- La possibilità di apportare ottimizzazioni al sito altamente personalizzate e granulari
Sebbene i sistemi legacy on-premise siano un'ottima opzione per i team con solide competenze tecniche interne, richiedono risorse interne considerevoli. Tra infrastruttura, stipendi dei dipendenti, sicurezza e assistenza di terze parti, le spese ricorrenti possono aumentare rapidamente. I costi tendono a crescere con il traffico e la complessità.
Anche le performance, i backup, l'uptime, la sicurezza e la scalabilità del sito ricadono sulle spalle del team interno, il che può rendere difficile riorientarsi rapidamente per gestire i periodi di picco e le nuove opportunità di mercato.
Cloud
Le piattaforme ecommerce cloud sono un ibrido tra la soluzione SaaS e quella on-premise e utilizzano un modello di infrastructure as a service (IaaS). In pratica, l'azienda ospita il proprio sito ecommerce nel cloud tramite un fornitore come Amazon Web Services o Microsoft Azure.
Sebbene i fornitori di piattaforme ecommerce cloud noleggino l'infrastruttura di archiviazione e hardware da un provider di terze parti, sono loro a occuparsi dello sviluppo e della manutenzione della piattaforma ecommerce principale.
Questi sono alcuni dei vantaggi delle soluzioni ecommerce cloud:
- Evitare la necessità di acquistare o noleggiare infrastrutture costose
- Backup dei dati semplici e scalabilità nei periodi di picco
- Sfruttare le capacità di sicurezza dei principali provider IaaS
- La possibilità di modificare e ottimizzare il codice sorgente della piattaforma
- Piena personalizzabilità di caratteristiche, esperienza utente e funzionalità di back-end
Sebbene le piattaforme ecommerce cloud siano meno esigenti in termini di risorse rispetto a quelle on-premise, richiedono comunque un investimento in ingegneria e infrastruttura. Le aziende dovranno pagare i costi di licenza per l'infrastruttura IaaS e avranno comunque bisogno di un team altamente tecnico per sviluppare e mantenere il proprio sito ecommerce. Anche i costi tendono a salire notevolmente nei periodi di traffico intenso, quando servono risorse di calcolo aggiuntive.
L'approccio componibile / headless
Un numero crescente di marchi enterprise guarda al commercio componibile e alle architetture headless come parte della propria decisione di replatforming. Anziché adottare un'unica piattaforma monolitica, il commercio composable ti consente di assemblare componenti come CMS, ricerca, checkout e sistemi di gestione degli ordini (OMS), collegandoli tramite API.
Questo approccio offre grande flessibilità, ma al prezzo di una maggiore complessità. Avrai bisogno di un team tecnico competente per gestire i rapporti con più fornitori e occuparti delle integrazioni.
L'approccio componibile è degno di considerazione se hai requisiti front-end altamente specializzati. È indicato se operi in molte aree geografiche con stack tecnologici diversi o se hai bisogno di un controllo granulare sui singoli componenti dell'esperienza cliente.
Per molti marchi, tuttavia, una moderna piattaforma SaaS può offrire la flessibilità del componibile senza i relativi costi di gestione. Il framework headless di Shopify, ad esempio, fornisce funzionalità headless insieme a uno stack completamente gestito.
Creare il tuo piano di replatforming dell'ecommerce
- Analizza le esigenze del tuo business
- Sviluppa una RFP
- Conosci il tuo costo totale di proprietà
- Capisci quali integrazioni sono necessarie
- Stabilisci come verranno trasferiti i dati
- Coinvolgi tutte le persone giuste
Pianificare il replatforming dell'ecommerce è la parte più importante dell'intero progetto. Senza una pianificazione adeguata, rischi di saltare passaggi importanti, di superare i vincoli di tempo e budget e di commettere errori costosi che possono danneggiare la tua attività.
"Il rischio più grande nella migrazione dell'ecommerce è non pianificare in modo adeguato", spiega Nathan Lomax, cofondatore di Quickfire Digital. "Cercare di fare il replatforming in un periodo troppo breve genera problemi più avanti nel percorso: dati preziosi rischiano di andare persi, la visibilità sui motori di ricerca può subire duri colpi e ci si ritrova, dopo il lancio, in una fase prolungata in cui si cerca di sistemare ciò che avrebbe potuto essere gestito facilmente in anticipo", continua.
Per evitare errori costosi, concentra la tua pianificazione su questi cinque aspetti chiave.
Analizza le esigenze del tuo business
Gran parte di questa pianificazione si basa sulle valutazioni illustrate in precedenza. In questa fase, la chiarezza sugli obiettivi di business dovrebbe orientare ogni decisione.
È fondamentale che tu abbia una comprensione approfondita delle necessità e dei requisiti della tua azienda rispetto alla nuova piattaforma. Questa comprensione dovrebbe riflettere sia i vincoli attuali sia i requisiti futuri.
"In genere, i programmi ecommerce di successo coinvolgono numerosi reparti", afferma Kevin Patel, CEO di Convrrt. "Assicurati di aver raccolto ogni requisito coinvolgendo tutti i collaboratori della tua organizzazione. Dovresti stilare un elenco delle necessità e dei desideri di oggi e un elenco delle funzionalità che potrebbero servire in futuro".
Fai il punto sui limiti della piattaforma, sui costi di manutenzione e sull'impatto sul fatturato. Traduci questi risultati in obiettivi e tempistiche con priorità definite.
Se il replatforming dell'ecommerce è la decisione giusta per la tua azienda, è altrettanto importante affrontare il processo con aspettative chiare.
"È spesso un processo costoso, perché rinunci all'investimento fatto sulla piattaforma originale", spiega Fennell. "Richiede una nuova formazione per i tuoi dipendenti e incide sui dati dei clienti, il che potrebbe portare a un'esperienza utente confusa e frustrante. Se devi cambiare piattaforma, individua quali aspetti del tuo business subiranno un impatto negativo, così da ottimizzare le operazioni ed evitare interruzioni del servizio".
Sviluppa una RFP
Una richiesta di offerta (RFP) può aiutarti a formalizzare i tuoi requisiti prima di avviare le conversazioni con i fornitori.
La tua RFP per l'ecommerce può essere dettagliata o generica quanto vuoi. Più i tuoi requisiti sono specifici, più le risposte dei fornitori saranno su misura. Tieni presente, tuttavia, che le RFP possono anche indurre alcuni fornitori a ritirarsi dalla selezione, anche se potrebbero essere candidati in parte adatti.
Quando crei la tua RFP, considera:
- Perché stai migrando e quanto presto vuoi rilanciare?
- Quali sono i tuoi obiettivi?
- Nei momenti di picco, quale volume di traffico, checkout e vendite registri?
- Come implementi attualmente le modifiche al design, ai prodotti e all'UX?
- Quali canali di vendita utilizzi?
- Qual è il tuo approccio attuale al commercio internazionale?
- Hai personalizzazioni o configurazioni di prodotto particolari?
- Quali sono i tuoi costi operativi attuali?
- Quali marchi ammiri o prendi come punto di riferimento?
- Quali strumenti di terze parti, software interni e partner esterni consideri "da mantenere assolutamente"? Quali intendi sostituire o iniziare a implementare?
Usa una scheda di valutazione condivisa per valutare le risposte in modo oggettivo.
Conosci il tuo costo totale di proprietà
Valutare il costo totale di proprietà (TCO) di tutte le piattaforme ecommerce che stai considerando è fondamentale per assicurarti di prendere la decisione giusta per la tua azienda.
Nel calcolare il TCO, considera sia l'investimento iniziale per la migrazione sia i costi operativi fissi della nuova piattaforma. Le principali categorie di costo includono:
- Costi di migrazione: migrazione dei dati, licenza della piattaforma, compensi per agenzia o fornitore, riqualificazione dei dipendenti e tempi di inattività durante la transizione
- Costi continuativi della piattaforma: hosting, patch di sicurezza, manutenzione, sviluppo personalizzato, test delle performance e test di accettazione utente
- Costi nascosti: sovrapprezzi nei picchi di traffico, sviluppo di checkout personalizzati, licenze aggiuntive per potenziamenti delle funzionalità, costi di gestione dei contenuti e commissioni per app o integrazioni non previste nel preventivo iniziale
È qui che comprendere le sfumature di ogni tipo di piattaforma ecommerce diventa importante. Le piattaforme on-premise e cloud possono comportare spese aggiuntive che fanno lievitare il costo totale di proprietà, oltre ai costi di licenza iniziali. Le strutture di costo variano a seconda del modello di piattaforma, soprattutto per quanto riguarda i requisiti di infrastruttura e personale.
Alcune piattaforme SaaS includono infrastruttura e sicurezza nel contratto di licenza principale, migliorando la prevedibilità dei costi. Shopify, ad esempio, elimina intere strutture di costo dall'equazione, garantendo che la maggior parte delle funzionalità mission-critical di cui hai bisogno sia integrata nella piattaforma.
Assicurati di mappare in modo chiaro tutti i costi aggiuntivi e continuativi associati a ciascun fornitore di piattaforma che stai valutando. Il costo della migrazione, più le licenze e i costi di manutenzione continuativa, corrisponde al tuo costo totale di proprietà.
Capisci quali integrazioni sono necessarie
Prima di scegliere un'altra piattaforma ecommerce, è utile anche fare il punto su tutte le tecnologie che utilizzi attualmente e su quali devono integrarsi con la tua nuova soluzione.
Ad esempio, potresti dover integrare il tuo attuale software di pianificazione delle risorse aziendali (ERP), il CRM o l'automazione del marketing. Ogni potenziale partner ecommerce dovrebbe chiarire cosa è possibile fare in modo nativo e cosa potrebbe richiedere lavoro e investimenti aggiuntivi. In alcuni casi potrebbe esistere un'app ecommerce alternativa che rappresenta una soluzione più conveniente rispetto a quella attuale.
Se hai già effettuato l'audit del tuo stack tecnologico in precedenza, usalo qui per validare i requisiti di integrazione, senza ripetere l'esercizio.
Stabilisci come verranno trasferiti i dati
Il trasferimento dei dati è una delle parti più importanti e delicate del processo di replatforming dell'ecommerce. Vuoi assicurarti che tutti i dati mission-critical su clienti e prodotti vengano trasferiti in modo sicuro, accurato e nel formato corretto.
Esistono quattro modi per trasferire i dati da una piattaforma ecommerce all'altra:
- Manuale, in-house: il tuo team (o il partner di agenzia) può importare prodotti e dati dei clienti tramite CSV. Questa soluzione è in genere adatta ai siti più piccoli.
- App: gli strumenti di migrazione possono automatizzare il trasferimento di prodotti, clienti e ordini tra le piattaforme. Le app di importazione dei negozi Shopify, ad esempio, ti aiutano a importare prodotti, clienti e cronologia degli ordini nel tuo negozio. I clienti Shopify possono anche usare Transporter per accelerare il processo di migrazione dei dati. Altre app di trasferimento dati molto diffuse sono Cart2Cart, WooCommerce Importer e Next-Cart Store Migration (tutte disponibili in inglese).
- API: se collabori con un’agenzia, le API proprietarie possono abilitare processi di trasferimento dati più personalizzati. Chiedi all’agenzia e al fornitore del servizio quale supporto API possono offrire.
Prima di avviare il trasferimento, esegui un backup e disattiva le notifiche ai clienti sulla piattaforma di destinazione, per evitare confusione.
Per i siti ecommerce ad alto volume, è consigliabile anche una migrazione incrementale. Si tratta di un secondo import di dati che effettui subito prima di lanciare il nuovo sito, per acquisire i nuovi ordini e clienti aggiunti al sito precedente dopo il trasferimento iniziale dei dati.
Coinvolgi tutte le persone giuste
Anche se può essere allettante coinvolgere un team numeroso per gestire una migrazione ecommerce, questo può generare ambiguità sulle responsabilità.
Piuttosto definisci fin dall'inizio ruoli e responsabilità. Per un progetto di replatforming ecommerce su larga scala, questo potrebbe includere:
- Stakeholder interni
- Partner della piattaforma
- Team di marketing interni
- Team IT interni
- Agenzie di ricerca e marketing
- Agenzie ecommerce
- Un consulente di migrazione
"Quando sono coinvolte più agenzie e più team interni, aumentano le probabilità che alcune attività passino inosservate. Metti sul progetto il tuo migliore project manager per tenere tutto, e tutti, sotto controllo", afferma Nathan Lomax di Quickfire Digital.
A seconda del partner ecommerce che scegli, questo potrebbe disporre di esperti interni per aiutarti nella gestione del progetto di migrazione. In caso contrario, valuta la possibilità di collaborare con un consulente di migrazione che ti aiuti a stabilire chi coinvolgere e quale ruolo assegnare a ciascuno.
Checklist per il replatforming e la migrazione dell'ecommerce
Il replatforming dell'ecommerce è un processo che richiede molto tempo, con numerose parti in movimento e molti stakeholder. Per rendere il processo più facile da seguire, ecco una checklist di migrazione dell'ecommerce in linea con i passaggi descritti sopra:
- Esegui un audit del tuo attuale sito ecommerce e fai il punto su tutti i problemi.
- Riunisci i tuoi stakeholder chiave e stabilisci insieme a loro gli obiettivi della migrazione.
- Definisci le esigenze del business, i requisiti della piattaforma e gli obiettivi aziendali a lungo termine.
- Crea una richiesta di proposta (RFP) o valuta le potenziali soluzioni ecommerce.
- Pianifica la migrazione e crea un piano pre-lancio che includa:
- Migrazione di dati e contenuti
- Organizzazione dei dati Creazione di nuove pagine e contenuti (se necessario)
- Aggiornamenti alla navigazione e alla gerarchia del sito
- Design del front-end e del back-end
- Design responsivo Mappatura delle integrazioni
- Formazione del personale
- Sviluppa un piano di migrazione SEO che includa:
- Considerazioni di SEO tecnica
- Mappatura dei redirect (redirect 301)
- Definizione dei benchmark di traffico e KPI
- Monitoraggio di traffico e KPI dopo il lancio
- Come misurerai problemi come errori 404, cali di traffico e variazioni di posizionamento
- Crea un piano di lancio che includa:
- Test approfonditi di tutte le funzionalità del sito, dei link, dell'esperienza di checkout, ecc., prima del lancio
- L'orario esatto in cui il nuovo sito andrà online
- Chi sarà reperibile per avviare il lancio del sito e risolvere eventuali problemi
- L'accesso al tuo registrar di dominio per modificare l'impostazione time-to-live (TTL) al valore più basso possibile, così da garantire una propagazione rapida nel giorno del lancio
- Il lancio del sito tramite il tuo domain name system (DNS) nel giorno del lancio
- Il blocco del vecchio negozio durante le modifiche al DNS
- Un piano di emergenza nel caso qualcosa non funzioni durante il processo
- Crea un piano post-lancio che includa:
- Monitoraggio e test delle funzionalità di checkout
- Monitoraggio e test delle email di conferma e delle notifiche
- Monitoraggio e test delle funzionalità di analisi e reportistica
- Un audit tecnico per verificare che la sitemap XML sia stata trasferita e che i codici di analisi e tracciamento funzionino
- Monitoraggio continuativo di traffico e posizionamenti nei motori di ricerca
- Un doppio controllo per verificare che i link nelle email e le risorse scaricabili funzionino ancora
- La verifica che i flussi utente per download e iscrizioni alla newsletter funzionino ancora
- Esegui il backup dei dati del negozio esistente prima della migrazione.
- Migra i dati del negozio e verifica la loro accuratezza.
- Ottimizza l'esperienza di checkout.
- Conduci test funzionali e di performance.
- Lancia il tuo sito e verifica il DNS, i pagamenti e il tracciamento.
- Monitora le performance dopo il lancio:
- Prime 72 ore: ordini, pagamenti, analisi, redirect
- Prime due settimane: traffico, posizionamenti, benchmark di fatturato
- Primi 60 giorni: revisione delle performance e adozione dei flussi di lavoro
Servizi di migrazione dati e replatforming dell'ecommerce
Come accennato, la migrazione dei dati dell'ecommerce è un passaggio fondamentale del processo di replatforming. A seconda della complessità, potrebbero servirti strumenti specializzati o un supporto esterno per portarlo a termine.
Ecco alcuni strumenti e opzioni a disposizione delle imprese che desiderano migrare su Shopify.
App di migrazione di terze parti
Lo Shopify App Store offre diverse app per trasferire i dati da un'altra piattaforma ecommerce al tuo negozio Shopify. Queste app spostano schede prodotto, dati dei clienti, cronologia degli ordini e altre informazioni rilevanti.
Le app di migrazione di terze parti disponibili nello Shopify App Store possono ridurre il lavoro manuale per i negozi con strutture dati standard.
API
Se la tua impresa ecommerce è abbastanza grande da avere sviluppatori interni, o se hai il budget per assumerne all'esterno, puoi creare e utilizzare un'API per trasferire i tuoi dati. Questo approccio è spesso adottato da grandi negozi con grandi quantità di dati che richiedono mappature o integrazioni personalizzate.
Partner di agenzia
I partner di agenzia di terze parti tramite Shopify Partners possono supportare le aziende con risorse interne limitate oppure esigenze di migrazione specifiche. Queste agenzie possono creare un piano di migrazione ecommerce personalizzato, tenendo conto delle tue esigenze attuali e future.
Ad esempio, Great Little Trading Company si è affidata all'esperto di ecommerce Underwaterpistol per gestire la migrazione di tutto, dall'esperienza utente al design fino all'ottimizzazione SEO, oltre ai dati di 800 prodotti e 1,1 milioni di schede clienti.
Guida al replatforming ecommerce: domande frequenti
Cosa sono il replatforming e la migrazione dell'ecommerce?
Il replatforming dell'ecommerce è il processo di trasferimento di un intero sito e dei sistemi che lo supportano da una piattaforma a un'altra. Comprende lo spostamento verso la nuova piattaforma di tutto ciò che risiede su quella originale: prodotti, collezioni, pagine, articoli del blog e informazioni su clienti e ordini.
Quali sono i passaggi di una migrazione ecommerce?
Tra i passaggi principali ci sono: individuare esigenze e priorità del replatforming, riunire gli stakeholder, cercare una nuova piattaforma, pianificare la migrazione, eseguire il backup dei dati e progettare e sviluppare il nuovo sito. A quel punto, procederai con la migrazione dei dati del negozio, ottimizzerai l'esperienza di checkout, farai una checklist di migrazione SEO, dovrai effettuare test approfonditi, poi lancerai il sito e adotterai una cadenza strutturata di monitoraggio post-lancio. L'ambito e la tempistica variano a seconda delle dimensioni del negozio, delle integrazioni e delle risorse interne.
Quanto tempo richiede il replatforming dell'ecommerce?
Le tempistiche variano notevolmente in base alle dimensioni e alla complessità del negozio, alle piattaforme coinvolte e al fatto che tu stia effettuando una migrazione completa o un approccio graduale. I negozi più piccoli che migrano verso una piattaforma SaaS potrebbero completare il processo in 8-12 settimane. Le migrazioni più grandi o complesse, che comportano sviluppo personalizzato o requisiti per la vendita in più paesi, possono richiedere sei mesi o più. Collaborare con un partner di agenzia esperto o con un consulente di migrazione può aiutare ad accorciare le tempistiche ed evitare ritardi.
Perché le imprese ecommerce fanno il replatforming?
Le imprese ecommerce ricorrono al replatforming quando la piattaforma esistente inizia a limitare la crescita anziché sostenerla. Tra i fattori più comuni ci sono problemi di performance ricorrenti, debito tecnico crescente, scarsa flessibilità nel checkout o nella personalizzazione o costi di manutenzione in aumento. In molti casi, il replatforming diventa necessario quando il costo e la complessità necessari per mantenere il sistema attuale superano i benefici della modernizzazione.
Quanto costa il replatforming dell'ecommerce?
I costi del replatforming variano molto a seconda della complessità del negozio, delle piattaforme coinvolte e dell’eventuale utilizzo di risorse interne o partner esterni. Le spese più consistenti riguardano la migrazione dei dati, la licenza della piattaforma, i compensi per l'agenzia, la formazione del personale e la manutenzione. Secondo uno studio, i marchi che migrano a Shopify registrano costi di implementazione preventivati in media inferiori del 23% rispetto alla concorrenza e hanno una probabilità 3 volte maggiore di rispettare il budget.
Come posso proteggere la SEO durante la migrazione di una piattaforma ecommerce?
Proteggere la SEO durante una migrazione richiede di trattarla come uno spostamento strutturato del sito. Crea una mappa di redirect 1:1 completa per tutti gli URL indicizzati usando redirect 301, migra tutti i metadati e i dati strutturati e verifica il tuo nuovo dominio in Google Search Console prima del lancio. Dopo la messa online, le prime due settimane monitora ogni giorno Search Console, così da intercettare errori di crawl, problemi di indicizzazione o regressioni dei Core Web Vitals prima che incidano sui posizionamenti.




